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Abbiamo tutti noi appassionati di auto e moto storiche (non vecchie!), la fobia di apparire in pubblico. Forse per dei retaggi infantili, vuoi per il malcostume di gridare all’appestato se qualcuno ti vede in giro con una moto o auto storica. Oppure e mai nessuno lo ammetterà... per PAURA! Di cosa? Di quello che dice la gente, già lo abbiamo scritto. Delle tasse non credo, a meno che non siamo evasori totali; la risposta è chiara: NON capiamo nulla o poco nulla delle leggi che “circondano” nostri mezzi storici. ... Il mio amico mi ha detto che non devo pagare il bollo se il mezzo (moto o auto) ha più di vent’anni compiuti. La custode della casa dice che a Bologna si può girare a giorni alterni con la NSU Prinz, ma solo con quella, se è omologata dal club di registro. Mentre la parrucchiera di mia moglie, dalla quale va anche la moglie del presidente del club Trabant nel mondo, dice che le ha detto che l’assicurazione è obbligatoria, anche se il mezzo è fermo da 24 anni nel box; naturalmente mai nessuno ha avvisato che se l’auto è ferma da 24 anni nel box, non deve pagare assicurazione. Ma anche per il bollo, la legislazione non è chiara, e club che vai legge che senti. Ritengo, seriamente che ci sia bisogno (e non diciamo la solita frase... a livello nazionale) DI UN CHIARIMENTO. Per difendere te, che hai la 500 R di tua zia, e che continui a pagare il bollo, anche quando, auto a posto e revisionata, con una semplice iscrizione ad un club di marca, con quattro foto e due fotocopie, hai l’esenzione dal bollo, una bella targa di riconoscimento e sai sempre che cosa fare alla domenica!! Per aiutare te che sei in pensione e hai una moto BMW, in garage, la devi rimettere un pochino a posto, e poi ti faresti un bel giro sulla collina della tua città... maaaa non sai cosa devi fare. E allora ti affanni, qualcuno ti spaventa, qualcuno ti spenna, poi ti arrabbi... e pianti tutto li, magari vendendo il tuo mezzo “che ha fatto la storia” a 10, quando poi vieni a sapere che valeva 30. Quindi? Beh tramite voi, delle auto e delle moto che hanno fatto la storia, chiedo più chiarezza e, diciamo, uguaglianza fra le regioni d’Italia. E poi non vergoniamoci dei nostri mezzi. Ad una condizione: di trattarli bene e di non farne solo un mezzo speculativo. Se poi ha fatto la nostra storia, motivo di più di affezionarsi e di trattarlo come “uno di famiglia”. L. N. |