Consigli di viaggio
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Giovedì 16 Giugno 2011 19:03

Due coniugi in barchetta... per non parlare del cane

Per dire la verità potrebbe quasi trattarsi di un plagio, il titolo intendo, ma la tentazione era troppo forte e non sono proprio riuscito a resistere.

Molti di voi avranno letto, o perlomeno ne avranno inteso parlare, lo spassoso romanzo, autentico best seller tradotto in tutte le lingue europee, che narra le vicende di un improbabile trio di avventurosi amici, e del loro cane Montmorency. I tre protagonisti, per non parlare del cane, intraprendono una vacanza-viaggio densa di avventure spassose a bordo di una barca a remi attraverso i molti canali navigabili della campagna inglese.

Si tratta, per l’appunto, di Tre Uomini in barca (per non parlare del cane) di Jerome Klapka Jerome, originale intramontabile dell’humour inglese pubblicato nell’ormai lontano 1889. Dunque, spiegato l’arcano, come poter comprensibilmente resistere? Siamo o non siamo, io e mia moglie, due viaggiatori? Sì, lo siamo eccome. Utilizziamo per i nostri viaggi una spider Fiat barchetta? Certamente sì. Non siamo forse sempre accompagnati dalla nostra fedele labrador Greta durante i nostri viaggi, per lunghi o brevi che siano? Ancora una volta la risposta non può che essere una sola, sì.

Perché allora tutto questo lungo preambolo? Ma perché un anno fa circa, mese più mese meno, mi ero speso elogiando e magnificando il piacere che, progettando e realizzando un viaggio, avremmo sicuramente provato.

Mi sembra dunque doveroso, trascorso un anno, dare seguito a quelle parole rendendo partecipi tutti quanti delle nostre esperienze di viaggio, delle nostre sensazioni, delle emozioni vissute direttamente sulla nostra pelle. Il tutto condito da consigli pratici a proposito di strade percorse, siti visitati, ristori, alberghi… il punto di vista di due normalissimi viaggiatori non professionisti, per non parlare del cane, che hanno solo il desiderio di condividere con degli amici le loro esperienze di viaggio perché, è nostra convinzione, condividerle con voi vuole dire prolungare nel tempo il piacere provato viaggiando. Appuntamento a presto, allora, con il resoconto del nostro prossimo viaggio.

Eros firma

 

Arma di Taggia

Il viaggiatore, la barchetta e Greta, la nostra labrador

Moncenisio

Il versante francese del Moncenisio

Tre uomini in barca

Una edizione di “Tre Uomini in barca”

Galibier

La viaggiatrice e la barchetta lungo i tornanti del Galibier

 

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Consigli di viaggio n. 4 PDF Stampa E-mail
Sabato 20 Marzo 2010 12:26

Stiamo arrivando finalmente nella bella stagione ed è ora di far “prendere aria” alle nostre moto.

Tagliandandola prima di partire... olio e gomme!!! e poi, da Torino vi consigliamo un posto dove, provvisti di maglione resterete a bocca aperta, quando arriverete.

Destinazione Forno di Coazze: dal capoluogo Piemontese, arrivate sino strada statale della valle di Susa, passando da Pianezza, Alpignano e Caselette, ad un bivio che vi indica Avigliana e/o Rubiana, voi seguite per Avigliana.

Un nuovo sistema... di rotonde (ma quante sono?) vi porta a Giaveno.

Già sulla piazza, i caffè storici vi aiuteranno a rinfrancarvi lo spirito.

Se poi capitate nel periodo dei funghi, beh vi conviene cercare i prodotti locali... poi potete anche comprarne un po’, ma al ritorno.

Da Giaveno proseguite per Coazze. Ulteriori segnalazioni vi indicano la frazione Forno di Coazze.

Strada stretta da fare con attenzione, anche perché a sinistra c’è il Sangone... e non vorremmo avervi consigliato un bagno fuori stagione.

Giunti che siete alla frazione Forno salite, a sinistra sino ad arrivare ad una costruzione sacra, Santuario Madonna di Lourdes, che è stata eretta da un sacerdote miracolato di Lourdes.

Che abbiate fede o meno, siate religiosi o no, questa è la meta.

Lasciate la moto nel parcheggio, poi incamminatevi seguendo le indicazioni della Via Crucis.

Capirete così, il perchè ve lo abbiamo consigliato.

Ritemprato lo spirito, scendete nuovamente alla Frazione Forno. Lungo la strada può essere che troviate i produttori locali di tome e ottimi prodotti... a voi la scelta. Un buon panino o una trattoria nella frazione stessa.

Ritornate indietro, seguendo per Giaveno, e una sosta la potete fare ad Avigliana, nella parte alta della cittadina.

Un bel borgo che merita una visita... ma okkio all’acciottolato... chi vi scrive è cascato!!!

Questo è quanto.

Non un cammino di fede, ma un modo per viaggiare piano e con una meta utile allo spirito... Si può fare con qualsiasi mezzo da 125 in su, senza percorrere autostrade e o tangenziali.

Buon viaggio e... casco ben allacciato.

 
SLOW DRIVE, il piacere di guidare lento PDF Stampa E-mail
Venerdì 19 Febbraio 2010 17:26

Il piacere ritrovato, o assaporato per la prima volta, del guidare lento. Una scelta di vita che si può rispecchiare in tanti altri comportamenti. Alcuni esempi? Utilizzare una matita di legno anziché la micromina; la stilografica anziché la penna a sfera; la macchina per scrivere, con le correzioni degli errori di battitura sempre visibili, piuttosto che il computer con i suoi programmi di videoscrittura, tanto perfetti e precisi da essere in grado di correggere da soli gli errori dell’operatore, ma anche altrettanto privi di personalità da risultare quasi asettici con quelle pagine scritte tutte uguali le une alle altre.

E poi, ancora, le carte stradali invece del navigatore satellitare; una buona trattoria con la sua cucina fatta di tradizione piuttosto che la pizzeria o, peggio ancora, qualche fast food americano; le strade statali e provinciali anziché le autostrade e le tangenziali.

Scelte, pure e semplici scelte di vita fatte allo scopo di migliorare, potremmo dire impreziosire, la qualità della vita stessa. Ma attenzione, non per partito preso contro le modernità di cui non si intende qui negare utilità e comodità; se prese nella giusta misura sono in grado di agevolarci e non poco; ma un semplice volersi imporre degli standard differenti, più lenti e pertanto naturali, per il piacere di tornare ad assaporare qualche cosa che ha sempre fatto parte della nostra cultura e che, oppressi come siamo da decine di impegni famigliari e di lavoro, abbiamo lentamente ma inesorabilmente perso di vista.

Scelte che ci ostiniamo a portare avanti pur sapendo che per il fatto stesso di averle adottate corriamo il rischio di essere considerati, nella migliore delle ipotesi, degli eccentrici stravaganti se non addirittura degli snob. Eppure di queste così dette stravaganze noi ci fregiamo come se fossero onorificenze o titoli nobiliari. Imperterriti e refrattari a critiche e sfottò procediamo dritti lungo la nostra strada, magari un po’ lentamente.

Il viaggio per il viaggio, dunque, e non il semplice raggiungere una destinazione senza porre caso a tutto quello che risiede nel mezzo. Il viaggio inteso come esercizio del fisico e della mente che fa di noi, per l’appunto, dei viaggiatori anziché dei semplici turisti perché, ne sono convinto, il viaggiatore si distingue dal normale turista in quanto sa bene come sia importante non solo raggiungere la meta ma anche come la si raggiunge.

Questi sono i presupposti che spingono una persona, ad un certo punto della sua vita, a prediligere un’auto o una moto d’epoca, nel mio caso uno scooter, una Vespa, piuttosto che un moderno e veloce mezzo di locomozione. Dunque non solo semplici pezzi da collezionare e da esporre ben lucidi ai raduni di auto e moto storiche onde soddisfare il proprio ego, ma elementi vivi e vitali facenti parte, per quanto possibile, del nostro quotidiano.

Recentemente, sul finire dell’estate, ho coronato un sogno che risiedeva da parecchio tempo nel cassetto, ho acquistato uno spider, una Fiat barchetta. Per dirla proprio tutta il mio sogno parlava inglese e lo spider che ho tanto desiderato, credo lo abbiate capito, sarebbe proprio dovuto provenire dalla terra della perfida Albione, a detta di tutti proclamata patria delle auto decappottabili, ma questo è un altro discorso… una barchetta certo non è una vettura d’epoca né tantomeno la si può considerare un’auto storica, ma posso assicurare che al volante di quest’auto ho potuto realmente assaporare le sensazioni assolutamente straordinarie che solo una vettura aperta può trasmettere.

I sia pur brevi viaggi che ho fatto con lei sono stati la prova provata, ammesso che ancora se ne avvertisse la necessità, di quanto asserito fino ad ora. Le serate trascorse prima di partire con la carta stradale stesa sulla scrivania e la guida turistica in mano per progettare il miglior percorso possibile per raggiungere il traguardo prefissato la dove, scrivendo miglior percorso, si intende il giusto compendio di strade panoramiche poco frequentate, di paesi da attraversare piano evitando le pur presenti circonvallazioni, di punti dove è assolutamente necessario fare una sosta per una visita ad un sito o per ammirare una veduta, di trattorie o ristoranti dove fermarci a consumare il pasto avendo avuto cura di informarci precedentemente su quali siano le specialità della zona.

Tutte questo lavoro di pianificazione entra di buon diritto a far parte del viaggio stesso ed è così facendo che il piacere del mettersi in cammino si moltiplica amplificandosi e dilatandosi.

Ora non ci rimane che attuare il nostro progetto, salire finalmente in auto, o in moto, e iniziare finalmente il viaggio raggiungendo, in sequenza, tutti i punti precedentemente annotati. Guidando lentamente, è ovvio, perché solo viaggiando lentamente possiamo godere delle opportunità che l’ambiente circostante sa offrire.

L’architettura del paesaggio, sia essa opera dell’uomo o della Natura, si srotola di fronte a noi come in un film magistralmente diretto pronto a sorprenderci e ad emozionarci ad ogni curva, dobbiamo solo saper cogliere quanto di bello abbiamo tutto intorno a noi.

Sarà allora frequente, ripercorrendo antiche strade già praticate in passato, osservare e notare particolari e scorci che avremmo già dovuto vedere decine di volte prima e che sempre, complice quella fretta di arrivare che ci ha reso schiavi e ciechi fino ad ora, anche quando eravamo in vacanza, ci ha impedito di cogliere.

Il mio vuole dunque essere solo un puro e semplice invito ad alzare un tantino il piede dall’acceleratore, magari solo di tanto in tanto, per trovare o ritrovare il piacere del viaggio senza dover essere necessariamente colti dall’assillo di un traguardo da raggiungere nel più breve tempo possibile manco fossimo piloti in gara… provare per credere.

Firma di eros

Ultimo aggiornamento Domenica 07 Marzo 2010 14:30
 
Il mal di schiena nei piloti PDF Stampa E-mail

Molti piloti, sia di moto che di auto, presentano una sindrome dolorosa conosciuta comunemente con il termine “lombalgia”. La causa del dolore lombare spesso è di natura meccanica. Quando effettuiamo sforzi o siamo sottoposti a forze esterne, come caduta o salti, oppure quando manteniamo posture errate per un tempo prolungato (es: stare seduti in un sedile da corsa “incassati”) causiamo un iperstiramento dei legamenti e dei tessuti molli circostanti, che si manifesta sotto forma di dolore a livello lombare.

Se lo stiramento è eccessivo o ripetuto nel tempo, i legamenti e i tessuti molli subiscono un danno reale che può peggiorare andando ad interessare il disco. L'anello fibroso, indebolito, permetterà al nucleo polposo di spostarsi e talvolta, fuoriuscire, andando a comprimere una radice nervosa (adesempio quella del nervo sciatico). Quando il disco tende a comprimere le radici nervose a livello postero-laterale senza che esca dalla sua sede anatomica si parla di PROTUSIONE DISCALE: la protusione causa dolore a livello lombare con o senza irradiazione nella gamba. Si parla invece di ERNIA DISCALE quando un frammento di disco fuoriesce dalla sua sede e comprime le radici nervose creando dolore con irradiazione fino alla gamba o al piede.

L'ernia è lo stadio successivo alla protusione con conseguente incremento del dolore e in alcuni casi impotenza funzionale a causa della compressione nervosa che causa deficit motorio. La comparsa di protusioni o di ernie sono spesso associate a movimenti o posture errate; il movimento da evitare è quello di cifotizzare il tratto lombare quando si fa uno sforzo (esempio alzare un peso con la schiena piegata in avanti), perché aiutiamo il disco a scivolare posteriormente creando una situazione a rischio protusione. Le contratture muscolari a livello lombare sono spesso derivate:

  1. dall'irritazione da parte del disco delle fibre nervose che innervano i muscoli;
  2. i muscoli vanno incontro a contratture antalgiche, ossia, il nostro corpo sente il dolore e i muscoli si ipercontraggono per muovere il meno possibile la colonna perché ogni movimento causerebbe dolore.

POSTURA

Con questo termine si intende il modo di atteggiarsi del corpo umano determinato dal suo apparato locomotore in opposizione alla forza di gravità.

Ciascuno di noi nelle attività quotidiane, lavorative e sportive assume delle posture che spesso e volentieri non risultano essere quelle per le quali il nostro scheletro è stato pensato.

L'assunzione di una postura scorretta può in alcuni casi essere la causa di una vera e propria patologia (es. lombalgia posturale, cifosi) da trattare con terapie farmacologiche nelle fasi acute e successivamente con la fisioterapia e la ginnastica posturale.

Quando si guida la moto o la macchina bisogna sedersi in modo che la nostra schiena mantenga una lordosi fisiologica e non far si che la parte lombare vada in cifosi per non spingere il disco vertebrale contro la radice nervosa; un aiuto per mantenere una lordosi fisiologica quando si guida l'auto è quello di mettere un piccolo cuscino dietro la schiena nella parte lombare, mentre per le moto è consigliato usare un bustino semirigido.

esempio di bustino semirigido per lombalgia

È importante eseguire sempre i movimenti cercando di rispettare il più possibile la biomeccanica fisiologica della colonna ad esempio sollevare sempre dei pesi con le ginocchia flesse e mai con le braccia distese.
Esercizi di controllo della postura dovrebbero essere insegnati ai bambini fin da piccoli con attività fisico-ludiche in modo da abituare il proprio sistema nervoso ad uno schema corporeo corretto.

Una scorretta postura ha delle ripercussioni importanti non solo sull'apparato, muscolo-scheletrico, ma anche su tutti gli organi e gli apparati che costituiscono il corpo umano.

corretto modo di sollevare un peso

La PREVENZIONE delle lombalgie consiste nel mobilizzare il più possibile la colonna, nel riequilibrare la muscolatura con esercizi propriocettivi e nell'allungare la muscolatura paravertebrale tramite stretching e posture. La mobilizzazione della colonna è fondamentale per non incorrere in episodi di ipomobilità con conseguente innalzamento della soglia di rischio di lesione: gli esercizi possono essere effettuati con l'utilizzo di palloni fit-ball, bastoni ed esercizi a corpo libero.

La PROPRIOCETTIVA applicata alle lombalgie è significativa perché si riequilibra la muscolatura addominale con quella paravertebrale perché lavorino il più in sinergia possibile.

Le POSTURE e lo STRETCHING sono molto importanti per mantenere elastiche le strutture.

Dr. Davide Scanavino
Fisioterapista laureato
Fisioterapista Prima squadra Torino FC.
Titolare centro Vitesse-Torino
Tel. 011/3850952
www.fisioterapiatorino.it
www.posturatorino.it
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consiglio di viaggio n.3 PDF Stampa E-mail

Avvicinandosi le vacanze sarebbe troppo comodo spingervi ad andare al mare o ai monti...

Noi da buoni barotti, vi indichiamo un percorso da fare ai 30 all’ora, magari con lo scooter o con una moto stradalissima, diremmo in slow, rilassamento totale. Queste strade saranno quelle che percorreremo il 6 settembre nel primo raduno di Vespe a Castelnuovo don Bosco, ma sarà anche il terreno che calcheranno le auto il 29 novembre al 7° raduno di auto e sidecar sempre a Castelnuovo don Bosco... Avanti dunque...

Partenza dalla piazza Dante di Castelnuovo don Bosco, seguendo per Asti. Dopo la prima galleria e relativa rotonda bivio a destra per Morialdo. Quattro km rilassanti che vi portano diritti al Santuario di don Bosco. Sulla provinciale seguite a sinistra sino a Serra di Capriglio. In cima alla piccola salita, dopo un seguirsi di curvoni, davanti ad un capannone agricolo, girate a destra e per altri 6 km ; siete immersi nella natura... ed è assolutamente inutile andare forte... non vedreste nulla!!! Passate un bivietto con tabelle in legno e tenete la destra. La strada termina in un brutto bivio. Ma fatto lo stop andate a sinistra in discesa. Arrivati al termine, sulla sinistra, c’è una fontana... gustatevi un buon sorso di "acqua marcia".

E attraversata la provinciale arrivate a Montafia d’Asti. Sulla piazza bar a negozi aperti anche la domenica.

Poi voi attraversate il paese a proseguite per Viale.

In un bivio, con attenzione tenete la sinistra per la frazione Bagnasco. E lì giunti godetevi la pace e la tranquillità della piazzetta della chiesa...

Ripartite, scendendo verso la provinciale. Girate a destra per Asti, ma fatti quattro km ad una catasta di legna svoltate con attenzione a sinistra. Bella stradina che vi porta sino all’abitato di Capriglio. Nella piazza del municipio vi è il museo di mamma Margherita (la mamma di don Bosco). La visita è breve ma fa pensare!!!

Scendete sulla strada principale, ma subito in piano girate a destra per strada Bacolla. Altri quattro km, immersi nel verde vi porteranno sino all’abitato di Pino d’Asti, che raggiungerete attraversando la strada statale con attenzione!!!

A Pino d’Asti sostate sul sagrato della parrocchia e ammirate il panorama.

Ripartite per Albugnano seguendo la strada stretta e tortuosa e riscendete a Castelnuovo. Sulla Piazza Dante, in viale Europa vi aspetta "la vineria della vespa rossa" articolo sul sito... "vespe a Castelnuovo" (maniaco della Vespa e amico delle auto e delle moto che hanno fatto la storia).

A questo punto dopo un assaggio di peperoni e acciughe, dopo un piatto di ravioli, concedetevi un buon bicchiere di freisa, magari di un certo Gilli... eeee buon ritorno a casa.

Ah dimenticavamo... Buone ferie!!!

luca luigi teresio

 
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