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Tigliole e Giulietta, sono 2 nomi per me indissolubilmente legati nel tempo, nello spazio e... nel cuore. Sono 2 nomi legati fra loro, come Alfa e Romeo perchè luogo e oggetto di un momento per un adolescente (di allora) irripetibile: imparare a guidare. T e G sono 2 nomi soavi, teneri, desueti: la dolcezza dei saliscendi, l’alternarsi di vigneti e di campi di grano, curve piccoli rettilinei e controcurve, sono lo scenario in cui ondeggia, sensuale nella sua sfacciata bellezza, guidata da me (con a fianco mio padre). Sono 2 nomi complementari perchè evocativi di cose perfette ma semplici: la vita di campagna (silenzio, profumi, luci), gli animali (allora c’erano le mucche) la gente silenziosa (allora), come il 1300, ma resistente alla fatica come il 1300. Docile allora come il cambio del 1300, detto”lama di burro”. Vennero tempi cupi per quel binomio: si separarono. Dopo circa 25 anni ritrovai a Milano quella Giulietta, la comprai e la rivendetti dopo 6 anni. Merita un piccolo commento questo momento; me lo imposi a seguito di un piccolo grande incidente diplomatico con un mio amico sacerdote della Consolata che vedendomi entrare nel cortile della Chiesa con la Giulietta, sottolineò in modo più pittoresco che religioso l’inopportunità del gesto. Egli mi indusse improvvisamente a percepire finito quell’amore ritrovato, al punto da vendere poco dopo l’auto. Ma... qualche anno dopo essa, sì essa... mi venne incontro tornando di proprietà a un meccanico (che divenne poi un amico) di Chieri (TO). La corte a questo signore fu lunga, controversa e sofferta: alla fine cedette e ricomprai l’auto. Nessuno me la chieda perché, è invendibile ora. Ah dimenticavo: è una Giulietta Spider rossa che è, ovviamente di casa a Tigliole.
T. F.
(noi aggiugiamo che ha partecipato a più raduni delle “auto che hanno fatto la storia” e che è Bellissima!!! vedere foto per credere)

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