Citroen 2CV Chic - CX 2000 Pallas PDF Stampa E-mail

Sono un appassionato citronista, si può dire fin da bambino: la scintilla scattò, credo all’età di 12-13 anni e il merito fu di una splendida DS azzurra e bianca con l’interno in panno blu.

La meraviglia era di proprietà di un signore che abitava poco lontano da me e il gioco era andare lì con la mia bici, sperando di incrociare il proprietario che la metteva in moto, per vedere la DS che respirava, sollevandosi ondeggiando e partiva o quando arrivava, che la parcheggiava: io restavo vicino alla vettura, fino a quando, la DS non si era seduta del tutto, toccando il terreno con le fiancate, facendo quasi scomparire le ruote posteriori all’interno delle ali passaruota, uno spettacolo, per me, allora inspiegabile.

A quel punto, mi appassionai a tutte le Citroën, dalle 2CV, alle Mehari, alle GS.

Il giorno in cui sentii in casa discorsi per sostituire la nostra vecchia Fiat 1100R, iniziai con l’opera di convincimento e poiché la DS era troppo costosa per le nostre possibilità, perorando la mia causa cercai di portare mio padre all’acquisto della agognata GS 1200 Pallas. L’opera fallì, arrivò la nuova Fiat 124, decisamente più economica e di più facile manutenzione.

Arrivarono i miei 18 anni con il relativo conseguimento della patente: a quel punto iniziai una nuova opera di persuasione, per l’acquisto di una 2CV Special, tutta mia, o quasi. Ci recammo in concessionaria Citroën, dove era esposta: è fatta, pensai, li ho convinti. Lei era lì, bellissima, verde acqua con interno e capottino nero, ma, aimè, ancora una volta tutto sfumò, in quanto, dovendola condividere con mia madre, notoriamente non una volpe alla guida e in materia di auto, trovò il cambio sulla plancia un ostacolo insormontabile per le sue capacità; quindi mi ritrovai con una Fiat Panda 650 cl. Poco male, c’è di peggio nella vita.

Ebbi la fortuna di incontrare una donna meravigliosa, con una splendida Visa 650 club, rossa con interno in panno grigio chiaro, che, neanche a dirlo, diventò mia moglie. Da quel momento in poi, entrarono a far parte della famiglia molte Citroën, anche grazie al mio lavoro di rappresentante, con percorrenze annuali di parecchi chilometri: tra queste, una ZX 1800 coupè bianca, una XM turbo diesel bordeaux ed una Xantia 2000 hdi break, a tutt’oggi in servizio quotidiano per mia moglie.

Però il chiodo fisso, rimase ancora a lungo, quando un bel giorno, riuscii, senza troppa fatica, devo ammettere, a convincere mia moglie, a qual punto, appassionata citronista anche lei, ad acquistare una 2CV Special usata, che, dopo un anno circa di utilizzo, facemmo trasformare come un prototipo Citroën apparso negli anni settanta al salone dell’auto di Parigi, in una 2CV CHIC, vettura esposta con l’altro prototipo 2CV Parisienne ed entrambe mai entrate in produzione. Cambiammo i colori, su richiesta di mia moglie, rispetto al prototipo originale che era nei colore grigio chiaro, grigio scuro con fascie bianche e rosa antico.

La 2CV al Colle del Nivolet 1-2 Luglio 2007

Con la nostra 2CV CHIC a questo punto nuova, anzi meglio, iniziammo a girare l’Europa, frequentare molti raduni, nazionali ed internazionali, come l’ICCCR in Svizzera, il nazionale francese a Lione, Euro-Citroën all’interno del circuito di Le Mans e facendo la visita mitica alla Conservatoire Citroën (museo storico della marca, aperto solo su invito, tramite i più prestigiosi club di 2CV e derivati nel mondo) alla periferia di Parigi.

Ma la passione, come tutte le passioni, è dura a morire: infatti un giorno di due anni fa, incrociai un annuncio apparso su La Manovella (rivista ufficiale di auto storiche ASI), di una CX 2000 Pallas, grigio chiaro metallizzato con l’interno in panno azzurro del 1981, con omologazione ASI targa oro, in vendita a Genova. Andammo a vederla e incoraggiato da mia moglie, acquistai l’ultima entrata in famiglia.

Citroën CX 2000 Pallas

Il CX Pallas, era un altro dei miei sogni d’infanzia. Fu la prima Citroën, con cui feci un viaggio, breve, ma fulminante: anch’essa era un’auto che respirava come la DS. La differenza era che la sensazione non fu solo visiva, ma in quell’occasione capii anche che cosa voleva dire in termini pratici, il confort e la sicurezza di marcia che la sospensione idraulica offriva.

Oggi in famiglia siamo due orgogliosi citronisti, mia moglie con la sua 2CV CHIC, chiamata “Presquevite” - quasi veloce - ed io con la mia elegantissima CX 2000 Pallas, chiamata “Etoile de Glace” - stella di ghiaccio.

Stefano Negro

 

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