Tra (t)tenere e spingere vince la trazione anteriore (Fulvia 1600 HF) PDF Stampa E-mail

Il tema del racconto oscilla tra il boccaccesco spinto di un evento molto fisiologico e il paradossale tipico in cui l’imprevedibilità è il fattore determinante.

Nella storiella esso è una montagnetta di neve ghiacciata in un cortile in forte pendenza di un condominio della collina torinese. Orbene il caso volle che io trovassi alla fine della serata la mia Fulvia hf fanalino posteggiata vicino ad una gigantesca BMW.

Ma facciamo un passo indietro, alla fine della cena, ottima e abbondante peraltro: venni colto, improvvisamente, da crampi addominali, segno inequivocabile di una colica che stava per abbattersi sul mio povero intestino.

Imbarazzato e non così in confidenza da assentarmi alla toilette, preoccupato per i km che mi separavano da quella, sognata, di casa mia, sempre più sofferente per gli spasmi intestinali decisi in un modo un po’ brusco di congedarmi dalla compagnia e frettolosamente guadagnai l’uscita. In un crescendo rossiniano ma al tempo stesso prudente e misurato nei passi e nei gesti, raggiunsi la macchina. Stavo per iniziare a muovermi quando analoga manovra cercava di fare il mio vicino impedito però dalla montagnetta che è il fulcro della storiella: lentamente ma inesorabilmente scivolava contro la fiancata della Fulvia.

Ero terrorizzato dall’inevitabile urto!

È noto che la paura ha sull’intestino in subbuglio lo stesso effetto di un bel piatto di prugne cotte.

Poiché il terreno circostante era sdrucciolevole, non riuscivo a scansarmi velocemente. Alla fine di questi interminabili minuti o secondi lo scomodo vicino mi chiese l’unica cosa che in quel momento le anse (e l’ansia) mi impedivano di fare: di spingere!

Seduto al posto guida, aggrappato al volante, teso al controllo di tutte le situazioni, corporee ed extra, anche un po’ sudaticcio risposi con un secco “NO”. Immobile e contratto scuotevo solo l’indice della mano destra per rinforzare il mio rifiuto.

A quel punto, perbacco, ricordai che ero alla guida della regina dei rally, accelerai rabbiosamente e in un turbinio di ghiaccio, neve sporca, fango uscii dal posteggio, imbrattando il malcapitato. Il quale non saprà mai che gli sarebbe potuto capitare di peggio.

P.S. conclusi felicemente il percorso a casa compiuto come se mi fossi trovato, anziché sulla collina torinese, sul col de Turini, rally di Montecarlo fine anni 60.

 

Lancia Fulvia HF

Lancia Fulvia HF

 

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